25 Novembre 2020
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Marco Farusi: una squadra vincente per un girone competitivo!

Interviste, Settore Giovanile
scritto da utente sconosciuto il 26-09-2014 20:13
Oggi parliamo con Marco Farusi, Mister degli Allievi A 1998 che Sabato 27 Settembre faranno il loro esordio nella stagione 2014/2015.

Marco, raccontaci la tua storia calcistica.
Ho iniziato a giocare nel 1987, all´età di tredici anni nella Tirrenia, con i Giovanissimi Provinciali; l´anno dopo facevo parte degli Allievi Regionali e a 17 anni ho esordito in Prima Squadra (Seconda Categoria). Sono rimasto alla Tirrenia fino al 1993 per poi approdare, con Mister Vergazzoli [Giancarlo], al Sesta Godano (Promozione Ligure). Ho sempre preferito giocare come centrale difensivo o centrocampista. Nel 1995, a causa di un grave infortunio ho dovuto concludere la mia carriera, vendendo sfumare l´occasione di far parte del calcio professionistico.

Quando hai deciso di allenare e perché?
Nel 2001, dopo aver risolto alcuni problemi lavorativi, ho deciso di rientrare nel mondo del calcio perché, pur non potendo più giocare, la passione per questo sport era rimasta troppo forte.

Quali sono, a tuo avviso, le caratteristiche di un buon Mister?
Un buon Mister, secondo me, dev´essere in grado di sfruttare al massimo le risorse di ogni giocatore, armonizzandole per creare il proprio progetto calcistico; per questo è molto importante la comunicazione sia con il singolo, sia con il gruppo.

Oltre alla tua esperienza da calciatore, segui corsi o studi personali?
Sicuramente il calcio giocato ha dato un´impronta al mio metodo, però bisogna sempre tenersi informati, oltre ad aver frequentato i corsi FIGC, compreso quello Uefa B, mi piace leggere riviste e cercare su Internet nuove metodologie di allenamento che provo con i miei giocatori. Non si finisce mai di imparare.

Che aspettative hai per la stagione 2014/2015?
La Stagione alle porte è impegnativa: dopo esserci aggiudicati il primo posto nello scorso campionato, dobbiamo confrontarci con l´aspettativa, nostra e del pubblico e certamente
l´avversario non rinuncerà a darci battaglia. Quest´anno, inoltre, facciamo parte del girone lucchese, sicuramente più competitivo.

Cosa ti ha spinto ad accettare l´incarico in questa Società?
Qiest´anno hanno certamente avuto il loro peso il progetto che mi è stato proposto e la stima dimostratami dalla dirigenza. Ho valutato anche la messa inopera del nuovo campo in erba, di ultima generazione, realizzato grazie al sacrificio della Società.

Che impressione hai dei tuoi collaboratori e dello Staff Direttivo?
Con il nuovo Preparatore Atletico Taurino mi sono trovete subito bene; con Stefano Pardini, il Preparatore dei Portieri collaboravo già la scorsa stagione ed è sicuramente molto competente. Reputo Dario Pantera e Marino Spallanzani due figure di riferimento che possono solo favorire la mia crescita professionale.

Come hai trovato gli Allievi 98?
Il gruppo è rimasto sostanzialmente quello dell´anno scorso. Conosco bene i miei ragazzi e loro sanno cosa pretendo da loro. La voglia, da ambo le parti, è di fare bene anche quest´anno.

Quale rapporto cerchi di instaurare con i ragazzi e le loro famiglie?
Con i ragazzi cerco di avere un rapporto aperto. In campo sono un allenatore e voglio che rispettino le mie regole; fuori dal campo possono considerarmi un amico. Le famiglie sono importanti per i ragazzi, ma è necessario che non interferiscano nel lavoro della squadra.

Come gestisci la collaborazione con lo staff?
Ogni settimana valutiamo il lavoro svolto e prepariamo quello della settimana successiva. Siamo sempre pronti a collaborare.

Come affronti i risultati positivi e negativi, con i ragazzi?
Il Lunedì pomeriggio si discute il risultato, sia esso positvo o negativo. Cerco sempre di analizzare la partita da più punti di vista, mettendo in luce i punti di forza e facendo presenti i punti di debolezza. Tengo sempre conto del fatto che tutti possano sbagliare, evitando di far pesare troppo gli errori: questo atteggiamento lascia che i ragazzi non perdano fiducia in se stessi e diano il massimo in campo.

Come sono strutturati gli allenamenti settimanali? Quante sedute svogli e di quale durata?
Svolgo tre sedute settimanali, della durata di un´ora e mezza ciascuna. Gli allenamenti sono organizzati in vista della partita: il primo giorno si punta sulla forza, il secondo ci concentriamo su resistenza e velocità, nel terzo lavoriamo sulla rapidità. In ogni allenamento c´è semprespazio sia per la parte tecnica che per la parte tattica.

Domenica saremo a Strettoia per disputare la prima di campionato contro il Versilia Caclio. Cosa ti senti di dire in proposito?
Trattandosi della prima partita, c´è molta curiosità anche da parte mia. Non vedo l´ora di vedere nuovamente la squadra giocare in campionato. L´avversario non lo conosco bene, sarà cambiato dall´anno scorso e per questo, durante la settimana, cercherò di motivare al massimo la squadra, per ottenere un buon risultato. Vedo i giocatori molto concentrati per centrare l´obiettivo.

Per concludere...
Sicuramente non sarà facile ripetere i risultati dell´anno scorso, ma cercheremo di arrivare il più in alto possibile, anche per regalare i regionali alla società e per ricambiare la fiducia che hanno avuto in me e nei ragazzi.
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