25 Novembre 2020
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Stefano Pardini: il Preparatore dei Portieri, si racconta

Settore Giovanile, Interviste, Scuola Calcio
scritto da utente sconosciuto il 18-07-2014 14:39
Come inizia la tua esperienza nel mondo del calcio?
In realtà il mio ingresso nel mondo dello sport è avvenuto in sella alla bicicletta: per alcuni anni ho fatto il ciclista, prima di capire quale fosse la mia strada. Intorno ai 10 anni ho inziato a giocare nella squadra del mio paese: il Montignoso, inizialmente come Ala Destra e poi, finalmente, come Portiere. Nel corso degli anni ho cambiato molte squadre, militando in diverse categorie: dalla Massese ai tempi della C1, passando per la Reggiana in serie A, di nuovo in C1 con la Fermana, fino a tornare alla Carrarese di Orrico, dopo aver avuto il mio posto tra i pali della Lucchese, del Ravenna, del Perugia e di diverse altre squadre. Ho concluso la mia carriera nella Massese pochi anni fa.

Quando è nata la passione per il ruolo di preparatore dei portieri?
Appena ho smesso di giocare ho capito che avrei voluto trasmettere tutto ciò che avevo imparato e sentito sul campo. La mia nuova carriera è nata dalla richiesta di un amico di seguire suo figlio, (che attualmente gioca nell´ASD Ricortola 1972): da lì ho realizzato che la Preparzione dei Portieri sarebbe stata il mio futuro.

Quali sono i requisiti fondamentali che deve avere un buon preparatore dei portieri?
Un buon preparatore dei portieri, a mio avviso, deve avere molta esperienza acquisita sul campo, per essere in grado di trasmettere ai ragazzi le sensazioni che si provano stando in mezzo ai pali. Il Portiere è un ruolo particolare, che non si può comprendere fino in fondo senza averlo ricoperto. Un buon preparatore deve essere in grado di trasferire le sue conoscenze, correggendo i difetti tempestivamente, ma senza alterare la fantasia e lo spirito dell´atleta.

Che aspettative hai per la stagione sportiva 2014/2015?
Più che parlare di aspettative da parte mia preferisco parlare delle aspettative dei ragazzi che seguo: devono aspettarsi di fare grandi cose, di lavorare con serietà e impegno e di dare il massimo. Quando sono sul campo do il meglio di me ed è quello che mi aspetto di ricevere in cambio dai miei ragazzi.

Per quale motivo hai deciso di accettare l´incarico in questa società?
Lavoro per l´A.S.D. Ricortola 1972 ormai da due anni. Ho ricevuto molte altre proposte per la nuova stagione ma non ho perso nemmeno tempo ad approfondire le offerte. A Ricortola mi trovo bene, mi sento a casa; sono orgoglioso della mia società e dei suoi progetti per il futuro. Amo lavorare per una Squadra dalle idee chiare, ben organizzata, che è in evoluzione continua e che si basa su valori importanti. Non di meno sono fiero dei ragazzi che ho allenato in questo biennio e della loro crescita, per questo sono ben contento di avere l´opportunità di seguirli anche quest´anno.

Un pensiero sullo staff direttivo/tecnico di quest´anno.
L´arrivo del nuovo Direttore Sportivo Dario Pantera sta facendo sicuramente la differenza. Un uomo di calcio, di grande esperienza e onestà che va dritto al punto, senza sotterfugi, proprio come piace a me e come è raro incontrare in questo ambiente. Non ho ancora avuto modo di approfondire la conoscenza con il resto dello Staff tecnico ma sono sicuro che siano state fatte scelte ottimali, perché ho piena fiducia nella dirigenza.

Di quali categorie ti occupi qui a Ricortola?
Oltre ad essere il Coordinatore dei Preparatori dei Portieri mi occupo di tutta la scuola calcio e di gran parte del settore agonistico: tutti i bambini e ragazzi dal 2009 al 1998.

Che tipo di rapporti instauri con i ragazzi?
La mia enorme passione per questo lavoro mi porta a prendere il mio ruolo con molta serietà. Posso alzare la voce e scaldarmi, ma credo che carattere e personalità siano imprescindibili per chi ricopre il mio incarico. Rispetto i ragazzi e pretendo di essere rispettato. Con i miei portieri si crea sempre un forte legame.

Ci sono regole di comportamento e di disciplina che devono essere rispettate dai ragazzi?
Le regole e la disciplina sono fondamentali sia dentro che fuori dal campo, per questo do molta importanza alla puntualità, all´impegno e a tutto ciò che ne concerne. Trovo che tutto ciò che imparano in ambito sportivo sia loro molto utile anche all´esterno del rettangolo di gioco.

Come gestisci i ragazzi quando i risultati sono positivi? E come invece quando stentano ad arrivare?
Cerco di essere presente a quante più partite possibile per correggere in maniera tempestiva gli errori commessi in gara. In genere tendo a prestare molta più attenzione ai risultati negativi pur valorizzando sempre le azioni positive.

Quali sono i valori che un preparatore dei portieri deve trasmettere ai suoi atleti?
I valori tecnici sono importantissimi. I miei portieri devono imparare a capire chi sono e cosa voglio da loro, così come ho fatto io durante la mia carriera da calciatore. Vorrei che i miei ragazzi imparassero a trarre il massimo di ciò che posso offrirgli, perché il calcio, alla fine, è un gioco semplicissimo ed è solo la passione che può fare la differenza!

Come organizzi la collaborazione con il mister?
L´interazione fra Preparatore e Mister è fondamentale. E´ facile intuire i vantaggi di una buona comunicazione: i consigli che posso offrire al Mister sono importanti quanto quelli che posso ricevere.

Ti occupi anche del recupero degli infortunati?
Grazie alla mia esperienza mi sento di affermare che sarei in grado di farlo, ma preferisco affidare i ragazzi che escono da un infortunio a colleghi specializzati nei processi di riatletizzazione.

Come mai molte società preferiscono non puntare sul preparatore dei portieri?
Più che non puntare sui preparatori, trovo che molte società tendano a sottovalutare la scelta, affidandosi a persone senza le giuste competenze e capacità.

Che consiglio puoi dare ai giovani portieri?
Più che un consiglio ai ragazzi sento di dovermi rivolgere ai genitori: cercate una squadra che vi offra serietà e professionalità, con prepartori adatti a ricoprire il loro ruolo e allenatori qualificati, senza dare troppo peso alle vittorie o ai blasoni.

Come sono strutturati gli allenamenti settimanali dei portieri?
Generalmente seguo contemporaneamente portieri di due/tre annate contigue. I ragazzi più grandi si allenano con me tre volte alla settimana, mentre per i più piccoli sono previste quattro sedute al mese.

Quanto dura mediamente un allenamento?
Non so dare una risposta precisa a questa domanda perché quando alleno difficilmente guardo l´orologio. E´ capitato di aver organizzato allenamenti di un´ora per poi accorgermi che sul campo ne erano trascorse due. Questo è quello che capita quando si è mossi da una passione forte come la mia.

Hai qualcosa da aggiungere?
Torno a sottolineare il mio legame con l´A.S.D. Ricortola 1972, tanto per l´ambiente quanto per le persone. Consiglio vivamente a tutti i genitori e ai ragazzi di prendere seriamente in consideraione l´opportunità di unirsi alla nostra "famiglia".
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